Camilla Conti, HC Valchirie

‘Ma tu giochi?’ è la prima domanda che ho ricevuto ad ogni intervista, ma se per le precedenti quindici volte ho dovuto rispondere che no, non ho mai giocato (vergognandomi anche un po’), questa volta ho potuto orgogliosamente dire ‘Sì, ho esordito la settimana scorsa’ 🙂 

A convincermi è stata la volontà di far parte di un movimento hockeistico milanese che muovendosi nella penombra del PalaSesto e del Forum nasconde una brillante frizzantezza, fatta di gente caparbia che vive lo sport con passione e positività. 

Una parte fondamentale di questo movimento è la presenza femminile: in molte squadre del campionato Libertas sono presenti ragazze e donne, ed esiste un team interamente al femminile: sono le Valchirie capitanate dalla nostra intervistata, Camilla Conti.  

PRIMO PERIODO: L’importante è iniziare

Ho raccontato di me, ora tocca a te: come hai iniziato? 

Rispetto ad altri e altre, anch’io ho iniziato tardi: ero al primo anno di università, sapevo giusto stare in piedi sui pattini e mi ero imbattuta nei mondiali di hockey, di cui avevo finito per seguire tutto il torneo. Così sono andata a fare una prova con un amico: lui ha detto assolutamente no, io appena uscita stavo già comprando i pattini! 

Amore a prima vista? 

Un colpo di fulmine, è bastato pattinare un paio di volte con la stecca e ho capito che faceva per me! Mi sono subito iscritta al corso base di Moris Brambilla a Sesto: ci è voluto un po’ di tempo, ma avevo ben chiaro l’obiettivo di entrare in una squadra e l’ho realizzato. 

Quando è stata la tua prima partita?

Ho iniziato a fare qualche partita con i Diavoli Rossoneri nella Cisalpina, antesignana della Libertas e dedicata ai principianti assoluti. Eravamo solo due ragazze: non che sia mai stato un problema, però certo molto diverso rispetto ad oggi. 

Vero, tante squadre hanno una forte presenza femminile. 

E non solo, oltre a chi è già nelle varie squadre, anche nel corso base di Sesto c’è un grande numero di ragazze, magari ispirate proprio da chi gioca. È bello vedere come il movimento riesce ad autoalimentarsi. 

Ci torneremo, prima raccontami come è proseguita la tua esperienza dopo gli esordi. 

Man mano che imparavo a pattinare bene al corso base, il coach Manfè mi chiamava ogni tanto agli allenamenti, poi alle partite, e infine sono diventata fissa con il team dei Diavoli Rossoneri, dove gioco da sei anni. 

E poi sono nate le Valchirie. 

Esatto, il progetto è nato tre anni fa da uno spunto di Moris e Stefano Punzo, sotto l’egida dell’intera Libertas per permettere al sempre più crescente numero di hockeyste di avere un’identità propria. 

Soprattutto, è stato voluto da noi giocatrici per prime: noi abituate a cambiarci in uno spogliatoio separato dal resto delle nostre squadre, ne volevamo uno nostro, e tutte insieme. Volevamo vivere lo spirito dell’hockey fino in fondo! 

Eccoci qui, di nuovo a raccontare come il nostro sport nella nostra città viva grazie ad un movimento che nasce dal basso, da persone appassionate che non si arrendono davanti alle evidenti difficoltà, anzi creano gioielli come la squadra delle Valchirie. Andiamo alla scoperta! 

Camilla in posa per le foto di rito della stagione in corso. Immagine concessa da Camilla Conti.

SECONDO PERIODO: Una cavalcata verso il successo

Mi piace molto quello che hai detto prima, che il vostro gruppo voleva innanzitutto costruirsi un’identità? Come avete fatto?

Grazie a Libertas abbiamo organizzato un raduno a Sesto per vedere effettivamente quante fossimo, e abbiamo subito capito che era qualcosa che volevamo con decisione. Così abbiamo scelto i colori e le divise, disegnato il nostro logo…

… spero non si offendano le altre squadre, ma è il più bello della Libertas! 😉

L’ha disegnato una di noi! È stato emozionante vedere nascere il progetto proprio a partire da questi elementi essenziali. E ovviamente subito dopo abbiamo pensato alla parte sportiva, affacciandoci nel campionato Libertas da cui siamo nate. 

Lo splendido logo delle HC Valchirie Milano. 

Ecco, a proposito, come funziona la vostra partecipazione al campionato?

Ogni giocatrice può potenzialmente giocare per due squadre: è affiliata e tesserata con la propria squadra di origine e inoltre gioca anche per le Valchirie. Io ad esempio gioco in Libertas B con i Diavoli e in C con le Valchirie, ma è possibile giocare anche in due team dello stesso livello.

Ci sono diverse regole della Libertas pensate proprio per favorire la diffusione dello sport fra le ragazze? 

Esatto, ad esempio per noi non valgono certi limiti rispetto alle categorie dove hai giocato in passato: l’ingresso di nuove atlete viene approvato caso per caso. 

Una regola ad hoc che però rispetta la parità di trattamento fra le squadre. 

Libertas è molto attenta a bilanciare le due cose, e ha persino evoluto le regole in base a come sono andate le stagioni passate. Ad esempio, fino all’anno scorso in uno scontro diretto tra le Valchirie e la squadra di origine, si dava priorità a giocare con le Valchirie, invece da quest’anno vale il contrario, dato che siamo in ogni caso un numero più che sufficiente. 

Anche il logo alternate delle Valchirie non è niente male! Foto concessione di Camilla Conti. 

Com’è composta la squadre delle Valchirie oggi? 

Siamo in sei o sette dei Diavoli B e C, alcune dei Fighters e altrettante dei Goblins, mentre le restanti sono solo Valchirie. Ed è una squadra eterogenea anche come età: ci sono ragazze che hanno iniziato un pochino troppo tardi per andare nelle under, un gruppetto della mia età, altre sui 35-40 anni. E ancora, chi pattina da tanti anni e chi ha iniziato da poco, o magari viene dal roller. 

Qual è stato il momento più significativo finora?

Più che un momento particolare, è proprio tutto il percorso che stiamo facendo che mi rende orgogliosa delle Valchirie: siamo entrate nella Libertas un po’ come squadra mascotte, ma ci siamo fatte subito valere. Nei prossimi anni miriamo ad arrivare alle Finals!

L’orgoglio che traspare dalle tue parole è dovuto al fatto che, oltre a far parte di questo gruppo, ne sei anche la capitana. Come vivi questo ruolo? 

Amo questo gruppo perché vedo quanto sta crescendo e quanto fa bene a tutte le ragazze avere questa squadra. Ci sono compagne con cui ormai gioco da tanto tempo, e altre che iniziano ogni anno: in una recente partita, il nostro unico gol è stato segnato da una ragazza, Emilia, che ha iniziato l’anno scorso. Dà una grande soddisfazione vedere come ciascuna cresce!

Immagino che qualcuna cerchi anche di crescere di livello. 

Certo, è successo: chi se la sente cerca anche un’altra squadra in C o in B. Alcune di noi giocano anche nei Mastini Devils. 

Altro progetto femminile con cui sicuramente andrò a parlare! 

Ti consiglio di parlare con Denise Gosetto, che gioca nei Mastini Devils e prima è stata tanto nel Como, è una veterana come Rebecca Fiorese e ha vissuto una parte di storia dell’hockey che io non sapevo neanche esistesse. 

Così hai anticipato anche la mia classica domanda su chi vorresti che intervistassi! 

Sapevo che me l’avresti chiesto e mi sono preparata 😁

Beh, mi fa piacere che leggi le mie interviste, quindi saprai anche che nell’ultimo periodo parleremo di…

Valchirie in festa: al centro Camilla che alza la Lanterna Cup, torneo organizzato ad Halloween dagli HC Sesto Sharks, altra squadra molto attiva del panorama milanese. Foto concessione di Camilla Conti. 

TERZO PERIODO: Le Olimpiadi

Parliamo di Olimpiadi. Hai comprato qualche biglietto?

Certo! Ho preso una partita del girone maschile e la semifinale della femminile, e anche la finale dello sledge hockey. Una bella spesa, però non mi capita più nella vita di avere le Olimpiadi in casa. 

Sono d’accordo, sarà un’occasione unica e anch’io ho messo mano al portafoglio! Che cosa speri che lascino alla città?

La consapevolezza dell’importanza di questo sport per la città. Mi auguro che la città riscopra la passione, si ricordi di quel passato che anch’io ho vissuto, ma anche che consideri il presente, dove un movimento hockeistico esiste eccome. 

Spero che tante nuove persone si avvicinino allo sport grazie alle Olimpiadi: mi auguro che tante bambine e ragazze, e non solo, vedano quello spettacolo e pensino che anche loro possono provare. 

Mi aspetto anch’io che sia l’occasione per far crescere il movimento. 

A me è bastata un’occasione qualsiasi, e non sai quante volte penso ‘immagina se non fossi mai andata a fare quella prova, non avrei scoperto niente di questo mondo!’. Quindi un evento così grande mi aspetto sia il momento di scoperta per molte più persone. 

E che consiglio vuoi dare a queste persone?

Buttatevi! Non fatevi frenare dal fatto di non saper pattinare, si impara! Si può iniziare a qualsiasi età, esiste un hockey per ogni livello a Milano, ed è fatto di passione e belle persone. 

Un’immagine quantomeno curiosa: lo sticker di Milano Hockey City fa capolino sul casco dell’arbitro, il nostro intervistato Etienne Tacchini. Sul ghiaccio, le Valchirie con cui abbiamo chiacchierato oggi contendono il disco agli Sgularat, anche loro ascoltati da Milano Hockey City tramite le parole di Roberto Sterza. Foto concessione di Camilla Conti. 

OVERTIME

Con la domanda finale torno a parlare di Libertas: c’è un passo ulteriore che ti piacerebbe che il CNHL facesse?

Credo sia un fatto di riconoscimento, cercare quella visibilità che porti la Libertas ad un pubblico più ampio, che la faccia riconoscere come un campionato di grande valore, come di fatto è. 

Per il resto non ho altro da chiedere: siamo in un momento di maturità del campionato, c’è una buona struttura e il numero di squadre sta crescendo, è un piacere farne parte. 

Ed è un piacere raccontarlo!

Grazie per il lavoro che stai facendo perché noi del settore lo vediamo, e spero anche chi ancora non conosce l’hockey.  

Grazie a te per la disponibilità. E visto che il nostro prossimo incontro potrebbe essere faccia a faccia sul ghiaccio, ricordati che sono un principiante! 😁